Cosa emerge davvero da questa ricostruzione storica

Leggi l’articolo:
https://www.circei.it/1871.html

L’articolo pubblicato su Circei.it non ha valore probatorio e non risolve, da solo, la questione dei livelli. Tuttavia afferma un elemento tutt’altro che secondario.

Dopo l’incameramento dei beni della Reverenda Camera Apostolica, l’ex feudo di San Felice Circeo passò al Demanio dello Stato e fu successivamente venduto nel 1881.

Questo significa che non è sufficiente richiamare genericamente l’antica esistenza del feudo per sostenere che ogni terreno del territorio sia ancora gravato da livelli, enfiteusi o diritti di dominio diretto.

Se tali diritti esistevano e sono stati effettivamente trasferiti ai successivi proprietari, devono risultare dagli atti di vendita dello Stato, dai titoli relativi ai singoli fondi, dall’esatta corrispondenza tra le particelle storiche e quelle attuali e dalla continuità delle trascrizioni.

È proprio questo il punto che ricaviamo dall’articolo: la storia dell’ex feudo può spiegare il contesto, ma non può sostituire la prova giuridica del diritto rivendicato.

Non basta, dunque, affermare che un terreno ricadeva nell’antico feudo. Occorre dimostrare, documento per documento, che quello specifico terreno fosse gravato, che il diritto sia stato validamente trasferito e che sia ancora oggi opponibile al proprietario.

Una distinzione fondamentale, soprattutto alla luce delle lacune e delle incongruenze documentali emerse nelle controversie in corso.

 

Basta ai presunti diritti feudali Circeo