storia dei livelli a San Felice Circeo 

a cura del Comitato 

Premessa

A seguito della presa di Porta Pia da parte dei Bersaglieri, il subentrante neo regno unificato alla gestione della Reverenda Camera Apostolica ebbe la necessità di saldare i debiti accesi per la campagna militare appena terminata. Questo è un aspetto poco conosciuto dai più, ma rappresenta presumibilmente la motivazione che fece nascere quel castello di carta che ci ha regalato qui al Circeo i così detti “Livelli”.

Un poco di storia

Con Vittorio Emanuele II, ultimo Re di Sardegna e primo Re d’Italia e con Agostino Depretis, insignito per ben otto volte nella carica di Presidente del Consiglio del Regno dal 1876 al 1887, i beni confiscati, ovvero, acquisiti dalla Chiesa vennero man mano ceduti tramite aste pubbliche.

Pertanto il Catasto del Regno, denominato Rustico, non avendo acquisito i contratti che riportavano con che titolo e a quali condizioni i contadini sanfeliciani coltivavano le terre, iscrisse i beni con la dizione di “Livello”.

Pertanto il “livello” fu messo su una parte preponderante del territorio di San Felice.

La vendita di detti beni avvenne con l’accettazione di un capitolato contenente varie clausole, tra cui è interessante quella per la quale lo si cedeva, “così come lo deteneva”, chi aveva subito la confisca.

Occorre precisare che l l’unità d’Italia, ovvero l’istituzione del Regno d’Italia è avvenuta nel 18 marzo 1861, seguirà il codice civile del neo regno che sarà promulgato il 2 aprile 1865 che andò a sostituire tutti quelli che vigevano nei stati preunitari (Regno di Sardegna, Regno Lombardo Veneto, Regno di Napoli, Granducato di Toscana, etc.).

In tale Codice, l’unico titolo reale previsto, simile ad alcuni diritti atipici provenienti dal lontano medioevo, era l’enfiteusi e, quindi, si presentò subito il problema: come gestire i titoli nati sin dall’epoca romana e che, attraversando il medioevo sono giunti sino a noi senza l’esistenza materiale dei contratti originari?

La Difficoltà di allora fu enorme e ancora oggi permane nell’esaminare quanto e limitatamente conosciuto perché quello che traspare su molti di questi titoli non presenta caratteristiche simili a tale diritto reale di enfiteusi!

Definizione di Livello e di Enfiteusi

Il Livello, al tempo degli antichi romani era un contenitore che accoglieva ogni tipo di contratto (oggi è il comune faldone d’ufficio), tale conservazione, attestava che una copia di ogni contratto era stata consegnata alle parti che lo avevano sottoscritto. Ma allora un Livello potrebbe essere anche un contratto di compravendita, una vendita a sconto lavoro, un debito o un credito riconosciuto, etc.? Si, è così!

Per cui la dizione Livello non individua con certezza un diritto che sia pari o simile all’Enfiteusi.

Enfiteusi, si definisce come “diritto reale” su un fondo altrui, in base al quale il titolare (enfiteuta), gode del dominio utile sul fondo stesso, obbligandosi però a migliorarlo e pagando al proprietario – che gode del diretto dominio, un canone annuo in danaro. Se l’Enfiteuta restituisce il fondo ha diritto al rimborso dei miglioramenti apportati nel tempo.

A San Felice:

Nel tempo se ne è dette di tutti i colori, ma di fatto a San Felice Circeo, sui terreni censiti come sottoposti a livello, al momento, non è stato ancora trovato un contratto ove compaia un presunto utilista (contadino) e un presunto direttario (Aguet) che abbiano concordemente tra loro pattuito l’esistenza di un qualsiasi vincolo.

Invece, esistono in continuità tra loro, quegli atti in cui i possessori liberamente hanno passato ad altri i loro beni per successione o vendita ed oggi, diversamente, si trovano a non poterne più liberamente fruire a causa di una rivendica trascritta dall’asse ereditario AGUET-BLANC.

Riflessioni e altro.

Quanto sopra descritto, molto probabilmente, è stato creato affinché il Regno potesse vendere impropriamente beni su cui non c’era certezza del diritto, per trarne beneficio e incassare somme considerevoli.

Inoltre, è stata certamente una soluzione per permettere ai grandi latifondisti di mantenere indirettamente il loro potere sulle terre, e quindi, scoraggiarli ad organizzare una controrivoluzione contro i Savoia finalizzata a spodestarli se privati dei loro diritti.

Ci siamo trovati con la guerra del 1915-18 combattuta dai sanfeliciani, di cui molti caduti e altri mutilati, ma per cosa hanno combattuto!? Un aspetto mai pubblicizzato è quello che hanno combattuto per difendere anche moltissime terre che non erano le loro. Nascostamente protette dallo Stato Centrale, erano state censite in modo che i nobili non le perdessero anche a fronte di un titolo non più esistente.

A nulla è valsa la seconda Guerra Mondiale; nemmeno la Costituzione entrata in vigore il primo gennaio 1948 con la quale sono stati eliminati i titoli e i diritti derivati o propri di una nobiltà (principi, baroni, ecc.), che non aveva saputo cogliere le opportunità dell’Unità d’Italia per farla diventare una libera Nazione con una forte economia. Economia che ancora oggi continua ad essere bloccata a causa di diritti di livello o simili che imperversano in tutto il paese e che spesso non esistono, perché mai esistiti all’origine o che ormai non esistono più.

Il tema è vasto e si presta a molte disamine, che vorremmo esporre più avanti.

Curiosità:

  • la Reverenda Camera Apostolica nominava gli abitanti agricoltori di San Felice con il termine di “Terrazzani”;
  • Il territorio di San Felice venne chiamato anche “ex feudo di San Felice”. Dopo 1874 fu messo all’asta più volte, ma non sapendo con certezza cosa si vendeva, si verificò che non si presentò mai nessuno. Infine fu acquistato dal possidente Piemontese Ottavio Giacchetti che offrì privatamente una somma molto inferiore a quella che L’intendenza di Finanza si aspettava di realizzare.
  • Situazione analoga si verificò dopo la presa di Roma. La città perse molti dei suoi parchi e giardini: molte di queste aree vennero cedute ad affaristi-costruttori Piemontesi o Genovesi per edificare vistosi isolati a fronte di un pronto realizzo; tracce ancora oggi evidenti nel centro della capitale (vicinanze Piazza del Popolo, Lungotevere, ecc.).

San Felice 24 ott 2020 ore 22.10

La battera